Quando iniziare

Prima di intraprendere l’attività dell’apicoltore è bene prepararsi tecnicamente e soprattutto analizzare a fondo e con molto anticipo l’ambiente dove ci si trova ad operare, al fine di predisporre ogni cosa nel modo migliore per la buona riuscita dell’iniziativa. È evidente che conviene iniziare l’attività apistica vera e propria a primavera, quando l’acquisto di uno sciame non comporta grandi problemi immediati per la conduzione, in quanto la stagione generalmente propizia favorisce naturalmente la crescita e lo sviluppo delle api.

Come iniziare

Comunque, anche se l’idea di quando iniziare è ben definita, non è sempre chiaro come iniziare, in quanto occorre effettuare una sorta di analisi preliminare che è necessaria per capire i limiti e le possibilità di realizzazione dell’apiario nel nostro ambiente.
L’analisi preliminare riguarda il nostro spazio a disposizione e l’ambiente che lo circonda. Un alveare potrà essere tenuto anche su una terrazza o su un balcone, ma le situazioni difficili non tarderanno a verificarsi,quando negli anni successivi ci troveremo costretti  a inseguire gli sciami tra i caseggiati dei vicini, spesso in posizioni scomode, con il disappunto di chi vi abita e, quindi, con scarse possibilità di successo. L’apicoltore che opera nei centri abitati deve fare necessariamente i conti con le altre persone che vi vivono e cercare di adottare tutti gli accorgimenti che consentono di fare attività apistica senza infastidire chi abita vicino.
Per chi possiede oppure ha a disposizione un fazzoletto di terra dove poter collocare qualche alveare, è possibile con particolari accorgimenti fare apicoltura e convivere in accordo con le esigenze del buon vicinato. Infatti, il nostro orto-giardino può essere preparato in modo tale da poter accogliere l’alveare offrendo alle api delle fonti nettarifere, ma soprattutto consentendo sia il nostro lavoro nell’orto o nel giardino sia il passaggio di persone nei pressi delle arnie senza pericolo di punture.
La preparazione di una siepe a crescita libera alta circa due metri, oppure di uno steccato costituito da una stuoia in canna palustre o bambù disposto in verticale, delle stesse dimensioni in altezza, consente di collocare l’alveare o gli alveari agevolmente anche in un ambiente poco spazioso, in quanto si costringono le api ad assumere una traiettoria di volo al di sopra delle persone, evitando di sbattere contro il viso di chi incautamente si avvicina o si trova a passare nei pressi.
In previsione di acquistare il nostro primo alveare, cercheremo di analizzare il potenziale nettarifero della zona, rilevando approssimativamente il calendario delle fioriture utili alle api, allo scopo di verificare le epoche di maggior flusso nettarifero e la loro durata. Questo ci consentirà di introdurre nel nostro orto-giardino delle piante che fioriscono proprio nel periodo di carestia, offrendo così costantemente fonti nettarifere o pollinifere alle api bottinatrici, a vantaggio del loro sviluppo.